RACCOLTA FIRME FINALIZZATA ALLA SOSPENSIONE DEL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA SEMPIONE

La Giunta del III Municipio ha approvato, con deliberazione n. 25 del 2 novembre 2020, un progetto di riqualificazione di piazza Sempione. Il progetto ed i relativi atti, di cui la cittadinanza è venuta a conoscenza tramite un articolo di stampa del 25 gennaio 2021, sono stati pubblicati il 12 febbraio 2021 sul sito web del Comune di Roma Capitale. Per la realizzazione del progetto, come opera finanziata con ricorso a diverso utilizzo di avanzo di amministrazione, bilancio comunale, annualità 2020, sono stati stanziati 700.000 euro, mentre 35.000 euro costituiscono il compenso per   l’affidamento, con gara a procedura negoziata, dell’attività di progettazione alla ditta aggiudicataria Studio Bradaschia srl di Trieste. A tale importo si affianca un’ulteriore somma di 210.000 euro per “Interventi sulla mobilità ai fini della sicurezza e per la moderazione del traffico”.

CON LA RACCOLTA FIRME I CITTADINI SOTTOSCRITTORI CHIEDONO LA SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE DEL PROGETTO: ECCO LE RAGIONI PER CUI VI CHIEDIAMO DI SOTTOSCRIVERE E CHE SOTTOPONIAMO AL VOSTRO SENSO CRITICO

Il progetto non è mai stato richiesto dalla cittadinanza non era presente nel programma elettorale del Presidente del Municipio Giovanni Caudo; di fronte ai gravi problemi del territorio, sovente portati all’attenzione dell’amministrazione, questo progetto non è percepito come prioritario da molta parte della cittadinanza.

E’ prevista una spesa complessiva di quasi un milione di euro, interamente soldi pubblici, per un progetto che la Giunta del Municipio III non ha condiviso minimamente con i cittadini e, sembrerebbe, nemmeno col il Consiglio municipale, presentandolo solo a pochi mesi dalla sua esecuzione, nonostante le forti criticità emerse in fase progettuale e di acquisizione dei permessi degli organi competenti. Nella commissione Ambiente e lavori Pubblici del 2 febbraio c.a., cui il Comitato di quartiere per la prima volta ha potuto prendere parte, è stato consegnato un documento contenente numerose criticità, tra cui la verifica trasportistica, cui si attende risposta. Stupisce la mancanza di valutazione di impatto e studi di flusso veicolare in tempi ordinari e non di pandemia, anche sotto forma di simulazioni, pure richiesti di nuovo dal comitato di quartiere Città Giardino nella seconda commissione Trasporti del 9 febbraio scorso. La piazza, lo ricordiamo ,rappresenta un passaggio pressoché obbligato di molti dei residenti di Città Giardino e di quartieri limitrofi, Talenti ad es. e provenienti dal quadrante nord della Nomentana, via consolare romana.

Il progetto, definitivo esecutivo, ma non definito, dal momento che le commissioni in municipio stanno ancora lavorando allo stato attuale con il progettista e dunque ne esistono diverse versioni in itinere, prevede:

1) la pedonalizzazione dell’intera area prospiciente il municipio fino alla banchina che delimita la sosta dei taxi e l’eliminazione pertanto di tutti i parcheggi al centro della piazza, complessivamente n. 33 autorizzati, cui si aggiungerebbero, sempre in perdita, 8 riservati al municipio e 10 posti moto lato est (lato bar per intenderci). Tale numero è indicativo. Fatti ovviamente salvi i posti riservati alle categorie protette, una parte dei parcheggi auto, stando al progetto, verrebbe recuperata con un importante ampliamento dell’attuale parcheggio esistente sul lato sud della piazza, ovvero dinanzi all’ex autoscuola e alla farmacia: tenuto conto del numero dei posti da recuperare e delle aree di manovra, immissione ed uscita, sembrerebbe poter ospitare solo utilitarie. Inoltre tale parcheggio restringerebbe lo spazio di curvatura del flusso del traffico proveniente da via Monte Subasio. Parimenti impossibile la realizzazione di parcheggi a spina su Corso Sempione – lato sinistro negozi (galleria d’arte, ottica, alimentari etc): tale ipotesi di recupero sembra essere stata scartata nella commissione del 9 febbraio scorso: dunque i parcheggi su corso Sempione lato negozi, restano nell’assetto attuale e non consentono di recuperarne altri. Difficile appare una redistribuzione nelle vie limitrofe, già in sovraccarico. Il progetto prevede anche il rifacimento dei marciapiedi e il riposizionamento alberature su Corso Sempione. In merito al possibile posizionamento di eventuali alberature sulla piazza la questione resta aperta poiché la Soprintendenza Statale, secondo quanto riferito in Commissione il 9 febbraio, avrebbe espresso parere negativo per il riposizionamento. Sulla stessa piazza la pavimentazione dovrebbe venire realizzata in leuticite. In sintesi un grande spazio libero, con panchine a ridosso del traffico, senza alberi, illuminato a giorno e con pavimentazione piuttosto scura. Il progetto include la ristrutturazione dei portici e della pavimentazione sottostante. Il progetto, almeno nelle versioni a noi mostrate, non prevede i cassonetti per i rifiuti.

2) Il progetto ridurrebbe inoltre di una corsia l’immissione, da via Monte Subasio, sulla piazza Sempione e su Corso Sempione, area classificata come “viabilità principale ad elevato flusso di traffico”. L’eliminazione, confortata anche dal Dipartimento del Comune, consentirebbe, in astratto, “un miglioramento dei flussi veicolari”, incanalandoli da subito, tenuto conto che dopo il semaforo la Nomentana si restringe a due corsie di traffico privato, in direzione centro e ovvierebbe alle vetture contromano provenienti da direzione opposta e cioè dalla Nomentana. A dire il vero, le vetture provenienti da corso Sempione, e che si trovano automobili contromano provenienti dal centro, si avvalgono impropriamente di una corsia che sarebbe in realtà destinata alla svolta a sinistra su via Maiella: ce ne sono infatti due di svolta a sinistra, almeno stando alla segnaletica orizzontale. Si dimentica Inoltre che le corsie di corso Sempione, dopo il semaforo, e al netto della preferenziale, sono quattro: le due che si immettono su Ponte Tazio, quella che conduce su viale Tirreno e quella che svolta a destra su viale Gargano, dunque non tutte le vetture si dirigono sulla Nomentana e ciò dovrebbe redistribuire, seppure in piccola parte, il flusso veicolare, che non è tutto verso il centro. Nel complesso dell’ipotesi progettuale, il Dipartimento mobilità e trasporti del Comune di Roma Capitale nota n. 985 del 12 gennaio 2021, pur rilasciando parere favorevole, rileva “un peggioramento del sistema viabilistico trasportistico” e aggiunge: ” il progetto va pertanto riconfigurato/ripensato in termini di flussi e spazi di manovra che risultano non coerenti e di difficile lettura” e dunque conseguenze negative per la vita ed il tempo di migliaia di persone che quotidianamente, in tempi non pandemici ovviamente, attraversano la piazza in auto, avvalendosi del trasporto pubblico, in motorino , in bicicletta o a piedi. A tal proposito il progetto non presenta nulla per la mobilità alternativa; togliere posti auto, infatti, non elimina le auto se non si danno possibilità sicure per la circolazione ai mezzi alternativi.

3)tale riduzione di corsia comporterebbe lo spostamento della statua della Madonna sul sagrato della chiesa che dovrebbe essere ad uopo ampliato: verrebbe realizzata anche una sosta per carri funebri. L’ampliamento del sagrato impedirebbe agli autobus di poter effettuare una curva sufficientemente ampia per poter utilizzare la banchina della fermata esistente che andrebbe quindi modificata e spostata in avanti. A tal proposito il dipartimento Mobilità aggiunge il suggerimento “in alternativa di lasciare inalterata la banchina esistente nella sua configurazione attuale e di conseguenza le giaciture esistenti della preferenziale, nell’ottica di NON modificare l’intervento di recente attuazione”; (lavori effettuati nel 2019).

4) La statua, simbolo religioso e storico del quartiere, fu acquistata nel 1948 grazie alla colletta di alcuni cittadini che dedicavano alla Vergine il ringraziamento per la protezione durante la guerra. Rappresenta un punto di riferimento identitario del quartiere, religioso ma parimenti   storico ed affettivo. La statua, che nel progetto verrebbe ricollocata al centro del sagrato ampliato, verrebbe inoltre abbassata e cioè verrebbero sottratti i gradoni su cui poggia. La soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma nell’esprimere “perplessità legate allo spostamento di un monumento collocato in tale posizione fin dal 1948”ne autorizza lo spostamento sul sagrato a patto che questo venga ampliato e auspicando che in futuro “la statua possa tornare nella collocazione originaria”. Parimenti il sopracitato parere del Dipartimento Mobilità “chiede di considerare la possibilità di ricollocare la statua al centro della piazza lasciando così il sagrato della chiesa nella sua conformazione attuale”. Essa non rappresenta ad oggi un ostacolo alla circolazione: lo spostamento è necessario solo per la nuova viabilità immaginata nel progetto;

Abbassata e posta al centro di un marciapiede allargato di fronte alla Chiesa, la statua sarà esposta di certo ad atti vandalici e sporcizia. La statua è un simbolo di fede, di storia, di memoria, di riferimento; spostarla sarebbe una ferita alla coscienza religiosa e civile del quartiere.

IN SINTESI E RAGIONANDO INSIEME:

Un grande impiego di somme nel cuore politico e religioso di Città Giardino, riqualificando una piazza storica, di grande pregio architettonico, sarebbe da accogliere con entusiasmo. La piazza costituisce una dimensione di civile condivisione, di incontro, di crescita culturale. Potrebbero rialzarsi le saracinesche abbassate da anni dei negozi e lo stesso Horus club: confluirvi attività, eventi, concerti. L’Europa inoltre chiede pedonalizzazione” ci dice il municipio.

Con 33 punti luce sembrerebbe invece una piazza destinata a grandi eventi serali e notturni, rispondiamo noi: altro che civile condivisione. nessuno ci dice oggi quali, quanti saranno questi eventi e quanto dureranno. Inoltre la piazza e’ intensamente trafficata e abbiamo un trasporto pubblico carente: la vettura privata spesso una scelta obbligata. Ci sarebbero i parchi da aprire e chiudere, da manutenere e consentirne cosi’ una frequentazione rispettosa ed in sicurezza; ci sono le ciclabili da potenziare dove e’ opportuno farlo. Ci sono strade e marciapiedi fatiscenti, barriere architettoniche da rimuovere. la lista di criticita’ e’ ancora lunga.

Sono le premesse di civiltà ad essere a rischio secondo noi e forse, la visione del mondo e dello spazio su cui si interviene.

Nel progettare la piazza non sono state considerate nè pensate le attività intorno ad essa, le esigenze delle varie fasce della cittadinanza, i servizi di cui essa necessita. Non tiene conto del contesto e delle trasformazioni che esso sta vivendo, con la nascita di numerosi locali e delle conseguenze negative della mala-movida notturna (inquinamento acustico, abbandono di vetro, plastica e rifiuti di ogni genere, scritte vandaliche, etc.) che già pregiudicano la sostenibilità del quartiere intorno alla piazza.

E’ evidente che senza aver pensato ad un uso pubblico con regole predeterminate, apertura e chiusura ad es., gli attuali locali sfitti diverranno preda degli interessi privati, che vedranno la nuova piazza come fonte di arricchimento con possibili occupazioni di suolo pubblico, ovvero tende e tavolini. Così una piazza pubblica sarà solo fonte di profitto privato.

Da anni denunziamo con esposti singoli e collettivi, con manifestazioni pubbliche la degenerazione del fenomeno movida, in particolare in viale Gottardo ed adiacenti. Abbiamo chiesto telecamere, controlli, stop alle licenze per la saturazione raggiunta in un’area ristretta, siamo stati illusi che la ”Regola di Ponte Tazio” potesse essere attuata con chiusura all’una (e l’orario ci sembrava una conquista). Le forze dell’ordine hanno mezzi scarsi, ce lo sentiamo ripetere sempre, i controlli non risultano efficaci. L’attacco alla quiete pubblica costante ogni notte prima delle restrizioni COVID: urla, schiamazzi, clacson che suonano per ore, rifiuti ovunque il giorno dopo.

E ALLORA REGALIAMO ALTRI MILLE O DUEMILA METRI QUADRI ALLA MALAMOVIDA? ALLUNGHIAMO LA LISTA DEI DISPERATI CHE DI NOTTE NON DORMONO? QUALI GARANZIE E’ IN GRADO OGGI L’AMMINISTRAZIONE DI FORNIRE PER PRESERVARE UN LUOGO DI TALE IMPORTANZA DALLA DEGENERAZIONE CUI ASSISTIAMO DA ANNI? CHI PRENDERA’ IN LOCAZIONE QUEI NEGOZI? LIBRERIE O BIRRERIE? IN COMMISSIONE COMMERCIO DEL 16 FEBBRAIO SCORSO ABBIAMO FATTO QUESTE DOMANDE MA NON ABBIAMO OTTENUTO RISPOSTE SODDISFACENTI.

SE CONDIVIDI LE NOSTRE CONSIDERAZIONI SOTTOSCRIVI LA RICHIESTA DI SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE DI QUESTO PROGETTO. IL COMITATO DI QUARTIERE RESTA DISPONIBILE, INSIEME AI CITTADINI E ALLE ASSOCIAZIONI CHE VORRANNO, A DISCUTERE MODIFICHE SOSTANZIALI E SIGNIFICATIVE AL PROGETTO:

  • No alla pedonalizzazione della piazza come da progetto. No ad una piazza per grandi eventi. Non si può strumentalmente, in nome della cultura e dell’aggregazione, calpestare il diritto alla quiete, violare la storica e qualificata vocazione residenziale di un quartiere inserito in Città storica e Carta per la qualità proprio per la peculiarità dei suoi caratteri insediativi e stravolgerne gli equilibri. Si potrebbe considerare, ove l’amministrazione si rivelasse disponibile, un progetto migliorativo delle attuali condizioni e conservativo dell’attuale assetto che preveda una significativa riduzione dell’area pedonalizzata (fino a circa un terzo della superficie prevista dal progetto definitivo-esecutivo approvato) realizzando piuttosto, anche attraverso un confronto con la cittadinanza, una piazza salotto, raccolta e accogliente, e non una piazza grandi eventi che necessiterebbe di ben altre condizioni di contesto (dimensioni, infrastrutture). Una riqualificazione nel pieno rispetto dei caratteri storici, in linea con la visione originaria dell’architetto Giovannoni, funzionale alla frequentazione diurna, con arredi urbani e servizi, ed eventualmente aperta ad un numero discreto di eventi programmabili e compatibili con le caratteristiche anche di accessibilità del contesto e sostenibili dai residenti dal punto di vista dei molteplici impatti (acustico, sicurezza, rifiuti, etc.). Il numero dei parcheggi perduti in tale ipotesi sarebbe assai contenuto.
  • NO allo spostamento della statua della Madonna: irriverente, inopportuno, inadeguato, lo spostamento non risulta nemmeno funzionale. La statua, posta sul sagrato ed abbassata, sarebbe di certo oggetto di atti vandalici. SI alla ripulitura della statua. Conseguentemente viene meno l’esigenza di ampliare il sagrato e l’eventuale impatto sulla fermata bus e sulla panchina recentemente risistemati e la possibile compromissione della viabilità delle strade Via Monte tesoro e via Titano.
  • NO all’ampliamento del grande parcheggio lato sud, di fronte all’ex autoscuola: comporta un restringimento della curvatura di immissione sulla piazza e aumento della congestione veicolare su di essa.
  • SI alla risistemazione dei portici e della loro pavimentazione
  • Si al rifacimento di tutti i marciapiedi dell’area includendovi anche ambedue i lati di Via Maiella
  • Si alla rimozione di barriere architettoniche dove presenti 

 

CDQ Città Giardino

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3 risposte a RACCOLTA FIRME FINALIZZATA ALLA SOSPENSIONE DEL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA SEMPIONE

  1. s. aprosio ha detto:

    dove si firma ?

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  2. Gianfranco.bertucci69@gmail.com ha detto:

    Io non voglio che tolgono la Madonnina a piazza Sempione

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  3. Roberto DV ha detto:

    Da cittadino mi domando chi si trae vantaggio della pedonalizzazione di p.za Sempione. Di certo vi sarà svantaggio per tutti gli auromobilisti che ci transitano ogni giorno, perché la carreggiata sarà più stretta; vi sarà svantaggio per quelli che non vi potranno più parcheggiare; vi sarà svantaggio per chi verrà inevitabilmente danneggiato dagli schiamazzi notturni e dai clacson delle auto bloccate dai “movidari” sui quali non esiste modo di difendersi; e vi sarà turbamento in quelle persone che non accettano di vedere rimossa la statua della Madonna per i motivi che precedono. Chi ci guadagna?

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