PROGETTO PIAZZA SEMPIONE: riqualificazione è la definizione giusta?

 

Il 2 novembre 2020 la giunta ha approvato un progetto di riqualificazione di Piazza Sempione per complessivi euro 700.000 (settecentomila) provenienti dal bilancio capitolino: la gara si è tenuta nel luglio e la ditta aggiudicataria è la BRADASCHIA s.r.l. di Trieste. (http://www.studiobradaschia.it/portfolio/progetto-di-riqualificazione-di-piazza-sempione-roma-iii-municipio-2020/).

Il cdq non è contrario ai progetti che migliorino la fruizione degli spazi per tutti, ma ne valuta l’impatto. Sono già numerosi gli interrogativi che arrivano dai cittadini e li riportiamo invitando tutti all’approfondimento:

1) Nessuna consultazione del Municipio col territorio, né con le associazioni, ha preceduto tale decisione di destinazione di una così ingente somma. Eppure il Presidente Caudo ha sempre pubblicizzato la sua politica di partecipazione e dialogo coi cittadini; in campagna elettorale le priorità evidentemente sono invece gli annunci sui giornali e i post su facebook.

2) Piazza Sempione è stata oggetto di ristrutturazione a fine 2019: area taxi, fermata autobus, segnaletica orizzontale. Perché si torna a “sfasciare” laddove si è appena ricostruito con denaro pubblico?

3) Non vi erano altre priorità sul territorio? Eppure nell’agosto 2018, ad insediamento della nuova giunta, questo Comitato ha consegnato nelle proprie mani del Presidente Caudo un elenco di dieci priorità – sarebbero state molte di più ma ci siamo limitati all’indispensabile – e di certo Piazza Sempione non era tra queste pur avendo le sue criticità.

I marciapiedi pieni di buche di via Montasio, di via Maiella, di via Nomentana Vecchia solo per citarne alcune ad es, la sicurezza stradale di viale Adriatico, lo smaltimento dei rifiuti, la ripiantumazione degli alberi abbattuti, la potatura e la manutenzione di quelli esistenti, la gestione di preziosi spazi verdi quali il parco Sicinio Belluto, la Pinetina alta del parco di Montesacro e quella bassa di via Nomentana da restituire in sicurezza alle famiglie ed ai fruitori civili del verde: queste sono solo alcune delle emergenze che riguardano realmente e quotidianamente la vita dei cittadini;

4) E’ singolare che l’altro cuore pulsante di Città giardino, Piazza Menenio Agrippa ed il suo mercato, non hanno mai visto il completamento del progetto iniziato nel 2016: si attende ancora la riconcentrazione ordinata di tutti i mercatali sulla piazza, il posizionamento adeguato dei cassonetti dedicati al mercato per lo smaltimento dei rifiuti, la segnaletica, la riapertura di viale Gottardo, i cordoli di protezione, etc.

5) Nessuna consultazione dicevamo, nè delle rappresentanze sul territorio, nè delle autorità ecclesiastiche – la chiesa è parte integrante del tessuto storico urbanistico della piazza: il progetto prevede tra l’ altro uno spostamento della statua della Madonnina, simbolo di Montesacro da un punto di vista religioso ma anche storico, affettivo, culturale.

Nemmeno il sindaco Peppone a Brescello, nella grande narrativa di Guareschi, riesce spostare la Madonnina … una decisione a dir poco inopportuna.

6) Il progetto tiene conto della funzionalità della stessa? Qual è il numero dei parcheggi che perderemo? Il ricorso alla vettura privata non è un vizio o un capriccio dei romani, ma una necessità viste le condizioni del trasporto pubblico. Le nuove occupazioni di suolo pubblico hanno già eliminato diversi parcheggi; dove finiranno queste auto? Facile prevedere che intaseranno le vie limitrofe.

7) Cosa accade alla viabilità? La piazza diventerà un budello per le migliaia di vetture che ogni giorno l’attraversano?

8) Infine, ma non è certo l’ultima osservazione in ordine di importanza, la piazza diverrà un bel salotto ad uso della malamovida, fenomeno incontrollato che ha stravolto molte delle nostre strade con disturbo notturno costante alla quiete pubblica. Prevedibile poi che i privati vedranno sulla nuova piazza una nuova opportunità di occupazione del suolo, facilitata dalle recenti delibere comunali. Così la piazza pubblica diverrà luogo di profitto per alcuni privati e il quartiere subirà la definitiva trasformazione in un altro Pigneto o San Lorenzo.

Il Rinascimento aveva elaborato un concetto ampio e raffinato di Città ideale in cui gli spazi non erano solo gradevoli esteticamente ma anche funzionali: la piazza deve accogliere al tempo stesso l’autorità civile e quella religiosa, il commercio ed il passaggio, l’incontro e lo scambio sociale il tutto all’ insegna del reciproco rispetto, che è alla base di qualsivoglia società. Un’ utopia forse ma noi vogliamo continuare a crederci.

Il nostro appello è di unirsi per trovare insieme soluzioni che migliorando realmente la vivibilità della piazza tutelino al contempo la bellezza del quartiere e la vita dei cittadini. Ci auguriamo che le istituzioni sappiano dialogare ed accogliere le richieste di modifica che dagli stessi proverranno.

Comitato di Quartiere Città Giardino

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