Nuova delibera Occupazione di Suolo Pubblico

Nuova Delibera Occupazione di Suolo Pubblico: la risposta capitolina alla crisi.

Ma chi tutela il pubblico interesse?

A neanche un mese dalla delibera capitolina che definisce criteri e norme straordinari per le concessioni di O.S.P., straordinari perché finalizzati a far riprendere le attività di somministrazione e ristorazione dopo il lockdown pandemico, le strade di Città Giardino sono già in pieno subbuglio serale e notturno. I tavolini, cui la Delibera consente un’espansione all’esterno per un ulteriore 35% della superficie del locale richiedente, occupano interi tratti di marciapiedi e qua e là sembrano voler entrare nei cancelli dei civici affacciati su strada. Quanto ai dispositivi e ai distanziamenti sociali di prevenzione, è discorso in cui non entriamo neanche.

È vero, la Delibera prevede che ogni esercente debba presentare domanda per fruire dell’OSP aggiuntiva ma intanto – non c’è necessità di attendere la risposa del Municipio, calendarizzata in 60 giorni dalla ricezione dell’istanza – tavolini illuminazioni accessori e clientela sono già là, sui marciapiedi. È presto per attendere i riscontri della risposta dell’amministrazione, ragionevolmente previsti per fine luglio per i più tempestivi che abbiano presentato domanda appena dopo il varo della delibera, negli ultimi giorni di maggio. Ma a tavolini ed attività già avviati, quanti “no” o quante restrizioni potrà (vorrà?) opporre l’amministrazione in sede di risposta alle istanze presentate, quando a eccedere misure e numeri della delibera è magari “qualche” tavolino di troppo? Eppure, “qualche” tavolino per ciascun esercente che si aggiunge al già straordinario aumento di O.S.P. fa la differenza nella saturazione di uno spazio urbano già al collasso.

Già, perché la Delibera riguarda i singoli esercenti in diritto di chiedere O.S.P. aggiuntiva ma non dedica neanche mezza occhiata prospettica all’effetto d’insieme che tali aumenti hanno sul suolo pubblico: non vi è alcuna differenza, nella Delibera, tra strada e strada (più ampie, meno ampie, con o senza parcheggi); non si fa alcuna distinzione tra zone urbane veramente e lungamente depresse e altre che, al netto dell’epidemia, godevano fino a prima del lockdown di fervidi giri di affari (Città Giardino tra queste). Nel merito, la Delibera Capitolina è tanto generalista e sommaria da far dubitare che gli intendimenti di rimediare al “rischio di compromettere drammaticamente la sussistenza di molti esercizi commerciali operanti sia nell’ambito del centro storico che sull’intero territorio cittadino”, senza discuterne la buona fede, possano realmente sortire gli effetti desiderati. Quali esercizi? Quali territori cittadini? Quelli del centro storico hanno gli stessi volumi di affari, gli stessi spazi (interni ed esterni), le stesse morfologie di quelli di Città Giardino – o di Centocelle, o di San Lorenzo?

A fine luglio, inizi agosto, assisteremo alle prime risposte dell’amministrazione. Ferragosto incomberà. Non si andrà a fine mese? Ed è ovvio presumere che non possano sino ad allora esservi controlli, non essendoci un dispositivo di risposta amministrativa da controllare nella sua attuazione! Ma se lo stato di straordinarietà dell’aumento di concessioni O.S.P. è calendarizzato al 31 ottobre prossimo? Le Domande OSP con risposta a 60 giorni hanno l’aspetto di un pro-forma. Forse, a settembre, qualcosa si muoverà: ma ne varrebbe la pena e sembrano una strizzata d’occhio Siamo dinanzi a un periodo che si annuncia deregolamentato o deregolamentabile. Anche se termini precisi la delibera li contiene, e tra tutti vogliamo ribadire:

  1. 35% massimo di superficie di ampliamento o nuova installazione su suolo pubblico;
  2. Sezione libera di 2 metri di marciapiede per consentire il transito pedonale;
  3. 25 metri massimo di distanza tra O.S.P. e sede del locale relativo.

Il grave difetto della Delibera è che tali punti fermi rischiano di restare sulla carta se la procedura di domanda resta come è attualmente: la concessione di O.S.P. dovrebbe avvenire solo e soltanto a seguito di risposta dell’Amministrazione, e tale risposta dovrebbe pervenire in tempi brevi – non in 60 giorni. Altrimenti, la transitorietà della disciplina e delle sue stesse procedure renderebbe ineseguibile ogni controllo.

Non è tutto. Si ventila da più parti [in seno alla Giunta capitolina? Soggetto politici? Ass. esercenti?] che la durata della norma derogatoria si estenda ben oltre al 31 ottobre prossimo, e sino a tutto il 2021. Ciò sancirebbe la più piena deregolamentazione per il nostro quartiere. Per queste ragioni, oltre al categorico rispetto dei fondamentali requisiti già insiti nella Delibera, il CdQ Città Giardino si associa alle ulteriori richieste del Coordinamento Residenti Città Storica contenute nell’appello alla sindaca, all’assessorato allo sviluppo economico, a Giunta e Consiglio del 15 giugno scorso, e cioè:

– che  l’allargamento  dell’OSP  avvenga  previa  autorizzazione  ex-ante  da  parte  del Comune da rilasciare in tempi ristretti;

– che si prevedano adeguati controlli al fine di verificare che le OSP già installate siano compatibili con le condizioni imposte dalla Disciplina transitoria e con tutti i criteri già vigenti,   per procedere con l’ingiunzione, in caso negativo, di una sollecita rimozione (massimo 7 giorni) delle parti di OSP non a norma con il nuovo regime transitorio.

– che il periodo derogatorio cessi inderogabilmente entro il 31 ottobre 2020, come previsto dal D.L. n.34 del 19 maggio 2020, art. 181.

 

Una risposta a

  1.  Angelo ha detto:

     

    Qui abbiamo assistito ad uno altro dei momenti più bassi e rovinoso della politica di questa amministrazione. Dove in un paese, in una città come Rima, il provvisorio diventa definitivo, dove una volta arrivata la data dello smantellamento degli spazi abusivamente occupati a danno di tutti i residenti, assisteremo a regolarizzazioni sicure .
    Quello che non gli era stato permesso prima, in futuro lo sarà, alla faccia dei cittadini romani .
    Dietro anche tanta incapacità , incompetenza, faciloneria, di questa amministrazione, sono convinto anche che sotto sotto c’è il disperato bisogno, di racimolare voti per le prossime amministrative .
    Avere il plauso degli esercenti, significherebbe tra l’altro, avere una importante stampella, un incredibile sostegno elettorale da chi ha la possibilità ( gli esercenti ) di chiedere il voto alle migliaia di persone che gravitano intorno alla movida . Lo stesso Cavaliere Berlusconi cercò ed ebbe l’ appoggio di intere categorie a contatto con il pubblico . Vi ricordate il suo pensiero sui tassisti ? “ …quale altro lavoratore ha la possibilità di intrattenersi seduto tranquillamente in macchina e poter parlare di politica con una o più persone ed essere ascoltati ? … “
    Questo ve la dice lunga sul personaggio /i che vivacchiano in questa giunta .
    Un’armata brancaleone i cui danni resteranno sul nostro groppone per decenni .
    Ps pensate ad esempio al l’ultima chicca della sindaca: non si chiamerà più Estate Romana ( prodigio del mitico e compianto Nicolini ) ma RomaRama ( sembra il nome di un centro commerciale )
    C’é altro da aggiungere su soggetti che nascondono dietro un’inutile parvenza di novità , una incapacità di produrre nuove idee e nuovi contenuti ?
    Siamo al capolinea anzi, lo abbiamo ampiamente sorpassato
    Angelo

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