RISOLVERE I PROBLEMI, NON FARNE CAMPAGNA ELETTORALE.

PERCHE’ CHIUDIAMO IL CONFRONTO CON IL MUNICIPIO.

Il 18 Luglio Il Presidente del Municipio III G. Caudo in una intervista sulla sua candidatura a Sindaco di Roma, ad una domanda sul fenomeno movida ha affermato: “abbiamo governato il fenomeno promuovendo il dialogo costruttivo tra locali, riuniti in un’associazione e i residenti. Abbiamo fatto un grande lavoro su sicurezza e decoro occupandoci in parallelo della qualità degli spazi pubblici. Piazza Menenio Agrippa la sera è uno spettacolo“.

(https://www.romatoday.it/politica/giovanni-caudo-intervista-fine-mandato-candidatura-sindaco.html)

Crediamo che queste affermazioni non rispecchino la realtà dei fatti, siano al solo uso della campagna elettorale e non rispettino i cittadini, i problemi che vivono, la condizione del quartiere. Ed infatti, due giorni dopo l’intervista, in un post sulla sua pagina Facebook lo stesso Presidente Caudo parla di controlli non sufficienti e di situazione in abbandono.

Queste le nostre osservazioni:

Regola di ponte Tazio

il sonno è un diritto, alle 01.15 si chiude” e “dormire non deve essere motivo di angoscia per i cittadini…proporrò la regola di Ponte Tazio che alle 01.15 si chiude e deve calare il silenzio”. Questo affermava il programma elettorale di Caudo 2 anni fa. Non appena eletto ha poi affermato che il Presidente del Municipio non ha il potere giuridico per poter intervenire sugli orari di apertura delle attività commerciali.

O il Presidente non aveva verificato la reale fattibilità del suo programma, o faceva promesse che sapeva di non poter mantenere;  in entrambi i casi si è trattato di una grave mancanza e i cittadini si sentono presi in giro.

Se fosse stata una sua priorità, come dichiarato in campagna elettorale, avrebbe potuto avanzare una vertenza politica sul tema, come ha fatto per il TMB Salario dove pure non aveva alcuna competenza in materia. Avrebbe potuto farla insieme alle due Presidenti dei Municipi I e II, del suo stesso schieramento politico, alle prese anche loro con le conseguenze della mala movida notturna, ed alla ricerca di interventi e soluzioni per affrontare il fenomeno.

Nulla di questo è stato fatto e quella regola è diventata lettera morta.

Due anni dopo, la situazione è oltremodo peggiorata: Il silenzio non cala neanche alle 4 del mattino e dormire è motivo di angoscia per molti cittadini, non solo tra viale Gottardo e via Cimone.

“Abbiamo governato il fenomeno”

Il Comitato di quartiere Città Giardino ha partecipato a tutti gli incontri relativi al Tavolo sulla sicurezza e decoro, menzionato dal Presidente, dall’Aprile 2018 al Febbraio 2019.

A fronte di quanto emerso nelle riunioni, la Giunta ha assunto l’impegno di mettere in atto una serie di interventi volti a controllare il fenomeno della movida e mitigarne gli effetti sulla vita dei residenti, come risulta dalla memoria di Giunta n.4 del 21 Aprile 2020.

Questi gli impegni principali:

– installazione di telecamere in piazza Menenio Agrippa: non sono state messe

– attivazione controlli su Viale Gottardo da parte della Polizia Locale con pattuglie che stazionino all’inizio del Viale da effettuarsi nei fine settimana: una forma di controllo vista una sola volta.

Il 27 Luglio in un altro post il Presidente denuncia la mancanza di personale della Polizia Locale; nuovamente quindi si è promesso qualcosa che poi si scopre di non poter mantenere, attribuendone la colpa alla gestione del Comune.

Nel 2019 il Municipio aveva trovato una sorta di accordo coi gestori dei locali per la chiusura alle 02, c’erano stati controlli sul rispetto dell’orario e vi era stato un parziale miglioramento che abbiamo riconosciuto.Purtroppo oggi solo alcuni volenterosi gestori mantengono quell’orario e la Giunta non ha saputo garantirlo.

In merito a quel tavolo, ad esplicite domande sulle azioni da mettere in campo per garantire l’applicazione del regolamento di polizia urbana (che dalle 22 vieta ai gestori la vendita per l’asporto e dalle 23 agli avventori di consumare in strada) ci è stato risposto che le sanzioni previste non sono di facile attuazione e sarebbero inefficaci.

Nella vicina piazza Bologna le sanzioni ci sono state e rappresentano un segnale importante di volontà di far rispettare le regole.

Nel nostro quartiere il regolamento di Polizia Urbana è costantemente e sistematicamente violato, e in fase post lockdown sono violate anche le norme anti assembramento previste nel DCPM; nessuna azione concreta quindi è stata messa in campo a tutela della salute pubblica e del diritto al riposo dei residenti.

Lo stesso Presidente Caudo nelle date del 20 Maggio, 28 Maggio e 22 Giugno ha scritto alla Sindaca segnalando gli assembramenti, il disagio notturno per i cittadini, il parcheggio selvaggio; affermare di aver governato il fenomeno e al contempo dare la colpa alla Sindaca di quanto accade ogni giorno crediamo sia una contraddizione.

A noi interessa che i problemi siano risolti , non che siano usati per polemica politica in vista delle prossime elezioni. Per queste ragioni abbiamo ritenuto opportuno lasciare il Tavolo del Municipio, ribadendo all’Associazione dei Locali e alle Autorità la nostra volontà di proseguire un dialogo costruttivo e concreto.

 Il grande lavoro su sicurezza e decoro

Nella nostra pagina Facebook abbiamo pubblicato tante segnalazioni di cittadini su questi temi; ognuno può valutare se ci siano stati miglioramenti o meno.

Noi crediamo sinceramente che, oltre agli sforzi di singoli consiglieri e assessori municipali, un gande lavoro lo abbiano fatto tutti quei volontari, a partire da Retake e dagli uomini e dalle donne della Chiesa dei Santi Angeli custodi, che hanno pulito parchi, strade, scalette, verniciato muri, riparato panchine.

Ci sono strade e marciapiedi, come ad esempio in via Cimone o viale Carnaro, che necessitano di interventi a nostro avviso più urgenti rispetto a lavori di manutenzione su viale Gottardo, per i quali la Giunta è tornata a chiedere lo stanziamento di fondi.

“Piazza Menenio Agrippa la sera è uno spettacolo”

Le nostre strade, i nostri parchi, i villini, i cittadini insieme: questo è lo spettacolo del quartiere da un secolo. Che la piazza sia vissuta dalle famiglie è un bene. Non si può però tacere come tutto intorno alla piazza ci sia un caos irrisolto che esaspera i cittadini.

Persino gli spuntisti del mercato dopo 2 anni sono ancora su viale Gottardo.

La partecipazione e la politica

Abbiamo incontrato il Presidente almeno in 3 occasioni, in cui abbiamo parlato anche di Via Favignana, tutela dei villini storici e altro; ad Agosto 2018 gli abbiamo consegnato 500 firme sulle priorità del quartiere; è stato invitato ed ha partecipato alla nostra assemblea dell’Ottobre scorso.

Per un anno, come detto, abbiamo partecipato al Tavolo del Municipio. Il Comitato ha quindi fatto ogni sforzo possibile volto al dialogo e al confronto.

Tuttavia dopo 2 anni ci troviamo con problemi irrisolti, promesse non mantenute, una continua trasformazione del quartiere ; i cittadini sono esausti, arrabbiati, alcuni sono costretti con rammarico a lasciare le loro case per ritrovare la serenità.

Il CDQ è sempre stato indipendente dai partiti e dalle giunte, libero di apprezzare e criticare. Continueremo ad esserlo e a dialogare con tutti, ma ribadiamo che avrà la nostra collaborazione chi vorrà rispettare gli impegni, governare con l’efficacia dei risultati, chi vorrà salvaguardare fino in fondo i cittadini e il quartiere.

Ci auguriamo che la politica rifletta sul governo del Municipo e della città di questi anni, sull’insoddisfazione profonda delle persone. I quartieri non possono essere solo vetrine, posti di svago e fonte di consensi; crediamo che governare un territorio significhi garantire i diritti, la sicurezza, la qualità della vita di tutti.

Comitato di Quartiere Città Giardino

 

 

3 risposte a

  1. Paolo Conte ha detto:

    L’unica soluzione, sempre nell’ambito della legalità, sarebbe una accemblea pubblica del CQCG , debitamente autorizzata dagli organi istituzionali, sotto il municipio in piazza Sempione, invitando quanti più cittadini possibili residenti nella zona ed una buona parte delle testate giornalistiche.
    Paolo Conte

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  2. Claudio Arbib ha detto:

    Caro Mauro, non appartengo al comitato ma sono capace di stare alla logica di quanto scritto. Il CQ non si candida a elezioni ma, coerentemente con il proprio ruolo, pone problemi ai quali chi si è candidato ed è attualmente in politica ha a suo tempo ha promesso soluzione (senza trovarla). La proposta potrebbe essere semplicemente “applicare la Regola di Ponte Tazio”. Qui ci si chiede se, dopo averla promessa, il Presidente del Municipio sia stato in grado di applicarla. A ognuno il proprio ruolo: il Presidente è il (un) politico, il CQ sono gli (degli) elettori.

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  3. Mauro Ferrari ha detto:

    Manca la proposta.
    Rimanendo nell’ambito della legalità e del ” decoro”, nel rispetto ragioni di tutti, cosa farebbe il cqcg oltre e più di quanto fatto ? e come?
    Altrimenti , questo eclissarsi appare, anch’esso, come una scelta elettorale.

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