Un’altra notte “brava” a Viale Gottardo

A Viale Gottardo ormai è la regola che nel fine settimana alcuni locali rimangano aperti fino alle cinque del mattino nonostante l’ordinanza anti alcol attiva fino al 31 Ottobre, vieti dopo le ore 2.00 e fino alle ore 7.00 del mattino la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.

Dobbiamo pensare che alcuni gestori dei locali ritengono di essere esonerati dal rispetto di tale ordinanza ? Sarà forse perché, nonostante le numerosissime chiamate al 112, nessuna pattuglia dei Vigili Urbani interviene per far rispettare il rispetto delle regole ?

Un’altra notte di schiamazzi, urla, rumori di calci su saracinesche metalliche, sporcizia e degrado in viale Gottardo. Stavolta addirittura fino alle 5 del mattino come testimoniano numerosi abitanti della strada ormai afflitti dalla totale anarchia che vi regna. Tra l’altro ch’è chi si sta logorando i nervi perché come è noto, il rumore e la mancanza di sonno possono condurre ad un danno biologico anche grave e, giova parlarne, prima o poi sarà opportuno intraprendere anche azioni legali in tal senso volte al risarcimento del danno stesso.

Alcuni locali sono più rispettosi delle regole basilari di civile convivenza e va loro reso atto della buona volontà (chiudono intorno all’una del mattino circa invitando i clienti ad allontanarsi dagli edifici) ma la presenza purtroppo di uno che è aperto h 24 , munito di licenza di panificazione (dovrebbe dunque fare solo il pane no?) e di un altro che ormai chiude di fatto alle ore 5, oltre ad un paio dell’area limitrofa che arrivano comunque oltre l’una, sta rendendo la situazione insostenibile con particolare riferimento alle ore che vanno dall’1 alle 5 del mattino. Sono ore di sballo, allorquando il tasso alcolemico raggiunge livelli elevati e si abbassano al contempo i freni inibitori con reazioni che arrecano grave e costante disturbo alla quiete pubblica, reato com’è noto, punibile ai sensi dell’art. 659 del codice penale (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone).

Nonostante i numerosi esposti e segnalazioni, sia individuali che collettivi, dei cittadini in maggiore sofferenza e del comitato di quartiere Città Giardino, i controlli delle forze dell’ordine sono pressoché inesistenti e quasi sempre inefficaci poiché non realizzano di fatto, il ripristino della quiete necessaria a salvaguardare almeno le indispensabili, imprescindibili 6 ore di sonno. Numerose inoltre le segnalazioni all’assessore al commercio, alla sicurezza e al municipio volte a prevenire le violazioni e disciplinare le attività. Nessuna risposta efficace al problema.

Proprio in questi giorni peraltro, si sta attuando nella stessa viale Gottardo, una ricollocazione temporanea di tutti gli operatori del mercato Menenio Agrippa, incluse le strutture fisse, con un ulteriore disagio rilevante sulla vita dei residenti e che durerà circa cinque o sei mesi , periodo previsto per consentire la ristrutturazione della attigua piazza. Giova rammentare, con riferimento a tali lavori che, l’ originario progetto della precedente amministrazione, aveva previsto un significativo allargamento dello stesso viale Gottardo, di giorno destinato ad ospitare alcuni banchi mobili, di sera e di notte tavolini dei locali con evidente accrescimento del grave, persistente e denunziato fenomeno di mala movida. Grazie all’azione congiunta di cittadinanza e comitato di quartiere avverso tale allargamento, tale pericolo risulta scongiurato: queste sono le affermazioni dichiarate dall’assessore Proietti e confermate dal direttore dipartimento Territorio, Ambiente e Attività Produttive dott. Silvestri nell’assemblea pubblica tenutasi in municipio il 12 maggio 2017. E’ necessario rilevare tuttavia a salvaguardia della via in questione, dell’area e del quartiere, trattandosi peraltro di una delle vie di ingresso principali, che non appaiono evidenze ufficiali né sono state fornite dagli organi tecnici preposti alla ristrutturazione, rassicurazioni sull’altro punto richiesto da cittadini e comitato e recepito nella direttiva di giunta del 24 novembre 2016, e cioè, a piazza ristrutturata, la completa liberazione della strada, sia dalle strutture fisse che da quelle mobili.

Abbiamo chiesto alle forze dell’ordine come abbiamo già fatto negli esposti, maggiori ed efficaci controlli con ripristino del silenzio garantito come minimo dalle ore una alle sei mattino e al municipio l’ installazione di telecamere in punti strategici del viale, volte a filmare violazioni e reati in maniera oggettiva. Non smetteremo di difendere la nostra quiete: il sonno non è un bene barattabile né prescindibile.

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3 risposte a

  1. Paolo ha detto:

    Chiederei al Comitato, ad un mese dall’assemblea pubblica, di chiedere al Municipio un aggiornamento sul procedimento. Il sospetto che siano fermi è molto fondato mi sembra. Non mi pare ci sia molto da fare per far riprendere i lavori, se non consegnare all’impresa Esecutrice la variante e fare la perizia. Cosa aspettano???

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    • Paolo Conte - Via Cimone Roma ha detto:

      Egregi Signori,
      le chiacchiere non servono a nulla, occorre passare ai fatti.
      Leggete cosa è successo al Comune di Brescia per un motivo analogo al nostro:

      Brescia, la movida è troppo rumorosa: Comune condannato a risarcire abitanti

      CRONACA
      13 ottobre 2017
      Il Comune deve risarcire gli abitanti per i “danni” provocati dalla movida in centro. Accade a Brescia dove Palazzo Loggia è stato condannato dal tribunale civile a pagare 50mila euro a due cittadini del quartiere Carmine, in centro. Uno di questi è Gianfranco Paroli, fratello dell’allora sindaco di centrodestra Adriano Paroli. I danni riconosciuti dal giudice sono biologici e patrimoniali dovuti “al rumore antropico per gli schiamazzi di avventori di alcuni locali che stazionano nei pressi dei plateatici o dei locali su suolo pubblico”, scrive il magistrato Chiara D’Ambrosio. “È innegabile – aggiunge il giudice – che l’ente proprietario della strada da cui provengono le immissioni denunciate debba provvedere ad adottare le misure idonee a far cessare dette immissioni. Deve quindi essere ordinata al comune convenuto la cessazione immediata delle emissioni rumorose denunciate mediante l’adozione dei provvedimenti opportuni più idonei allo scopo. Vi è stata una carenza di diligenza da parte del comune convenuto”. Il tribunale ha intimato al Comune – ora guidato da Emilio Del Bono, centrosinistra – “riportare dette immissioni entro la soglia di tollerabilità“.
      Muovetevi !!!!

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      • Egregio Sig. Paolo,
        l’articolo che lei cita riporta il caso di due cittadini che hanno intentato una causa civile al Comune ottenendo il risarcimento per i danni provocati dalla movida.
        L’azione civile volta a chiedere il risarcimento di un danno comporta che il danno sia personale, oggettivo, dimostrabile ( i cittadini con situazioni simili possono ovviamente intraprendere un’azione congiunta); le spese, se non si vince la causa, restano a carico della parte e l’esito non è affatto certo.
        Se lei non lo avesse già fatto, la invitiamo a procedere in tal senso qualora ritenga che nel suo caso ci siano gli estremi per farlo.
        Sarà sicuramente da esempio per tutti i cittadini che, ancorché danneggiati, non hanno ancora intrapreso delle battaglie in prima persona.
        Il Comitato può sostenere, coordinare e farsi promotore di richieste collettive nei confronti dell’Amministrazione ma non può sostituirsi alle necessarie azioni dei singoli.

        Dunque signor Paolo, quando ci si muove, è bene avere un quadro chiaro dei vincoli e delle prospettive.

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