Città giardino: il fiore all’occhiello di Montesacro. Un fiore delicato.

Nonostante il suo inserimento nella Città storica e la Carta qualità per i caratteri distintivi ed il particolare assetto morfotipologico, i villini storici, la presenza di parchi e, proprio come l’aveva pensato Ebenezer Howard – a misura d’uomo – secondo un modello inglese di residenzialità con tanto verde procapite, Città Giardino, col ricordo dell’ ingresso trionfale di Carlo Magno da Ponte Vecchio , e l’Aniene, secondo fiume di Roma, è in sofferenza da anni per numerose problematiche lasciate irrisolte ed ormai croniche.

Il comitato di quartiere Città giardino, grazie anche alle numerose segnalazioni della cittadinanza, denunzia un degrado complessivo, inquietante, cui nessuna giunta è riuscita a far fronte.

Gli insediamenti abusivi di via Monte Nevoso, in primis, con la presenza addirittura di minori all’interno di una comunità che vive in condizioni pericolose per gli individui stessi che la compongono e di tutta la cittadinanza residente, ha contribuito a causare ii numerosi incendi (gravissimo quello di luglio scorso) che affliggono ormai il parco prospiciente da anni, dovuti anche alla combustione di metalli e diffusione di gas dannosi nell’aria. E l’aria la respirano tutti.

Altro dramma a cielo aperto quello dello smaltimento rifiuti, dovuto in parte alla complicata filiera com’è noto, inefficiente in tutta la città, in parte ad una resistenza, non giustificabile di certo, della cittadinanza, a mettere in pratica la raccolta differenziata. Strade spesso sporche, cassonetti vuoti all’interno e pieni di rifiuti all’esterno, anche ingombranti, tombini ostruiti che impediscono il regolare deflusso delle acque, foglie che si ammucchiano creando tappeti scivolosi e pericolosi dunque, mancate derattizzazioni, una generale assenza di manutenzione a tutti i livelli.

Ne sono testimoni i Volontari per il Verde che, insieme ad altri volontari del comitato, nell’ambito dell’evento Retake, proprio domenica scorsa, hanno pulito il parco Caio Sicinio Belluto di via Maiella: loro, come pure molti cittadini, vorrebbero ridonare la bellezza e la funzionalità di un’area verde con aiuole e fiori che in qualche modo il benvenuto al quartiere. Fino a qualche anno fa era presente all’interno un’area giochi che faceva da richiamo per le famiglie e garantiva una frequentazione abbastanza costante del parco, oggi invece spesso solo luogo di passaggio e trascurato sia con riferimento alla manutenzione ordinaria che a quella straordinaria.

Paradossalmente infatti proprio a Città giardino manca da anni un’area giochi per i bambini: i parchi – pure numerosi – non essendo adeguatamente manutenuti, non garantiscono lo standard di sicurezza necessario soprattutto con riguardo alle alberature (molte infatti le cadute di alberi negli anni, le radici affioranti ) ed il cronico problema della pulizia periodica con lo svuotamento dei cestini almeno settimanale, l’apertura e la chiusura al mattino e al tramonto, sembrano problemi insormontabili.

A proposito delle alberature, il servizio giardini sta provvedendo proprio in questo periodo ad un abbattimento di quegli esemplari ritenuti pericolosi o in cattive condizioni: auspichiamo ovviamente un’adeguata ripiantumazione degli stessi dopo una ponderata valutazione anche dello stato dei marciapiedi, altra nota dolente del quartiere , molti dei quali in pessime condizioni.

Infine, ma di certo non argomento di minor importanza, quello della mala movida che affligge in particolare viale Gottardo e vie limitrofe a causa della notevole concentrazione di locali di somministrazione e della loro frequentazione fino all’alba degli avventori che turbano pesantemente il sonno dei residenti con rumori, schiamazzi, guida pericolosa, soste in doppia fila e violazioni di vario genere, e a corredo, bottiglie e sporcizia ovunque.

Anche piazza Menenio Agrippa, partito finalmente il progetto di riqualificazione, ci lascia con qualche perplessità:
Sarà l’ulteriore luogo di mala movida notturna?
I chioschi fissi che di certo non potranno restare su viale Gottardo, torneranno sulla piazza in una veste adeguata alla stessa?
I banchi mobili, come richiesto dal Cdq e dalla cittadinanza, si concentreranno tutti sulla piazza?
Sarà adeguato il servizio di smaltimento rifiuti ovvero il numero dei cassonetti a questa nuova piazza e a questo nuovo mercato cui vogliamo guardare con speranza?

Sono questi gli interrogativi principali cui vorremmo una risposta oltre ad un’attenzione costante alle problematiche suesposte nel desiderio di far tornare il quartiere, se non allo splendore, quantomeno al decoro e alla funzionalità.

Come Cdq restiamo disponibili con le nostre proposte e la nostra conoscenza approfondita del territorio che è sempre alla base di ogni decisione valida.

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5 risposte a

  1. Piergiorgio ha detto:

    Buongiorno vorrei far presente che l’area giochi per bambini di via della Verna, alle spalle del mercato di piazzale Adriatico, versa in condizioni disastrose per quanto riguarda la pulizia con cartacce, cicche di sigarette, deiezioni di animali ed altro.
    Oltretutto di notte diventa un bivacco con gente che beve e lascia bottiglie per terra.
    Talvolta la pulizia viene effettuata spontaneamente da genitori volenterosi che non gradiscono vedere i bambini giocare in un letamaio.
    Vorrei sapere se è possibile una più assidua pulizia da parte dell’ente che gestisce la manutenzione, ma soprattutto una maggior sorveglianza dell’area da parte dei vigili e delle forze dell’ordine.
    Grazie

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  2. Annalisa ha detto:

    Buongiorno.
    Volevo avere da voi delucidazioni in merito alla realizzazione del marciapiede in piazza Menenio Agrippa davanti al supermercato Onelli.
    È già stato tagliato il marciapiede a semicerchio in corrispondenza di un contatore elettrico lasciando pochissimo spazio per il passaggio dei pedoni e/o di carrozzine e/o di persone diversamente abili in carrozzella.
    Cosa possiamo fare per impedire che i predetto lavori vengono terminati con questa modalità?
    Annalisa

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  3. Paolo ha detto:

    Chiederei al Comitato, ad un mese dall’assemblea pubblica, di chiedere al Municipio un aggiornamento sul procedimento. Il sospetto che siano fermi è molto fondato mi sembra. Non mi pare ci sia molto da fare per far riprendere i lavori, se non consegnare all’impresa Esecutrice la variante e fare la perizia. Cosa aspettano???

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    • Paolo Conte - Via Cimone Roma ha detto:

      Egregi Signori,
      le chiacchiere non servono a nulla, occorre passare ai fatti.
      Leggete cosa è successo al Comune di Brescia per un motivo analogo al nostro:

      Brescia, la movida è troppo rumorosa: Comune condannato a risarcire abitanti

      CRONACA
      13 ottobre 2017
      Il Comune deve risarcire gli abitanti per i “danni” provocati dalla movida in centro. Accade a Brescia dove Palazzo Loggia è stato condannato dal tribunale civile a pagare 50mila euro a due cittadini del quartiere Carmine, in centro. Uno di questi è Gianfranco Paroli, fratello dell’allora sindaco di centrodestra Adriano Paroli. I danni riconosciuti dal giudice sono biologici e patrimoniali dovuti “al rumore antropico per gli schiamazzi di avventori di alcuni locali che stazionano nei pressi dei plateatici o dei locali su suolo pubblico”, scrive il magistrato Chiara D’Ambrosio. “È innegabile – aggiunge il giudice – che l’ente proprietario della strada da cui provengono le immissioni denunciate debba provvedere ad adottare le misure idonee a far cessare dette immissioni. Deve quindi essere ordinata al comune convenuto la cessazione immediata delle emissioni rumorose denunciate mediante l’adozione dei provvedimenti opportuni più idonei allo scopo. Vi è stata una carenza di diligenza da parte del comune convenuto”. Il tribunale ha intimato al Comune – ora guidato da Emilio Del Bono, centrosinistra – “riportare dette immissioni entro la soglia di tollerabilità“.
      Muovetevi !!!!

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      • Egregio Sig. Paolo,
        l’articolo che lei cita riporta il caso di due cittadini che hanno intentato una causa civile al Comune ottenendo il risarcimento per i danni provocati dalla movida.
        L’azione civile volta a chiedere il risarcimento di un danno comporta che il danno sia personale, oggettivo, dimostrabile ( i cittadini con situazioni simili possono ovviamente intraprendere un’azione congiunta); le spese, se non si vince la causa, restano a carico della parte e l’esito non è affatto certo.
        Se lei non lo avesse già fatto, la invitiamo a procedere in tal senso qualora ritenga che nel suo caso ci siano gli estremi per farlo.
        Sarà sicuramente da esempio per tutti i cittadini che, ancorché danneggiati, non hanno ancora intrapreso delle battaglie in prima persona.
        Il Comitato può sostenere, coordinare e farsi promotore di richieste collettive nei confronti dell’Amministrazione ma non può sostituirsi alle necessarie azioni dei singoli.

        Dunque signor Paolo, quando ci si muove, è bene avere un quadro chiaro dei vincoli e delle prospettive.

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